In Puglia la sfida della casa passa anzitutto dal recupero del patrimonio edilizio esistente. Sono migliaia gli alloggi pubblici oggi inutilizzati che potrebbero tornare a disposizione delle famiglie attraverso interventi di riqualificazione, manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico. Lo stesso programma avviato dalla Regione Puglia, con lo stanziamento di 45 milioni di euro destinati al recupero di circa 1.500 alloggi di edilizia residenziale pubblica, conferma come il rilancio del comparto delle costruzioni e la risposta all’emergenza abitativa debbano partire dalla rigenerazione urbana e dalla valorizzazione del patrimonio esistente.
In questo contesto, Confartigianato Imprese Bari-BAT-Brindisi accoglie con favore gli obiettivi del Piano Casa nazionale, sottolineando tuttavia che la sua efficacia dipenderà dalla capacità di integrarsi con le strategie già avviate sul territorio e di coinvolgere concretamente le migliaia di micro e piccole imprese artigiane impegnate nella riqualificazione edilizia.
«Le imprese artigiane rappresentano il cuore della riqualificazione del patrimonio edilizio e conoscono le esigenze dei territori. Per questo il Piano Casa deve favorire la partecipazione delle micro e piccole imprese, attraverso procedure realmente accessibili, il recupero degli immobili inutilizzati e misure che facilitino anche l’accesso dei giovani alla casa», afferma Natale Laera, Presidente di ANAEPA Confartigianato Edilizia Bari-BAT-Brindisi.
Per Confartigianato sarà determinante accompagnare il Piano con una reale semplificazione amministrativa. La digitalizzazione delle procedure e gli strumenti di controllo della legalità dovranno ridurre gli adempimenti, evitando duplicazioni documentali e nuovi costi organizzativi per le imprese. Allo stesso tempo sarà fondamentale adottare rapidamente i decreti attuativi e rendere disponibili le risorse necessarie.
«Il Piano Casa può diventare una leva strategica per l’economia locale, ma solo se si tradurrà rapidamente in cantieri e lavoro. La conclusione degli interventi finanziati dal PNRR rischia infatti di determinare un rallentamento del mercato delle costruzioni e proprio per questo il Piano dovrà garantire continuità agli investimenti, evitando che competenze, professionalità e capacità produttive vadano disperse. Servono regole semplici, tempi autorizzativi certi e Sportelli Unici realmente efficienti. È fondamentale valorizzare l’intera filiera artigiana delle costruzioni – dalle imprese edili agli impiantisti, dai falegnami ai serramentisti, dai fabbri ai marmisti, fino ai restauratori e a tutti i mestieri specializzati – che rappresenta il vero motore della rigenerazione urbana. Recuperare il patrimonio edilizio esistente significa non solo rispondere all’emergenza abitativa, ma anche sostenere un sistema di imprese che genera occupazione qualificata, sviluppo economico e qualità nei nostri territori», dichiara Francesco Sgherza, Presidente di Confartigianato Imprese Bari-BAT-Brindisi.
Per Confartigianato Bari-BAT-Brindisi la fase attuativa sarà decisiva: solo con procedure snelle, tempi certi e il pieno coinvolgimento delle imprese artigiane il Piano Casa potrà trasformarsi in un reale strumento di crescita economica, riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile per la Puglia.












